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Melannurca IGP: una varietà millenaria e connessa al territorio
II melo annurco si può ritenere originario del napoletano.
La sua coltura risale ad epoche remote, prima ancora che si conoscesse nel resto della Campania. P. F. Nicola Columella Onorati nel suo libro ‘Delle cose rustiche, ovvero dell’Agricoltura pratica‘ (vol. VI pag. 202, Napoli. IS04) racconta:
'Le mele Orcole di color rosso e di sapore dolce vengono da Pozzuoli'.
Anche G. Battista Della Porta nel suo ‘Pomarium‘ (a pag. 68) segnala:
'Le mele che da noi vengono da Pozzuoli sono con la corteccia tutta rossa, in modo da sembrare macchiate di sangue e di dolce sapore. Nell'estrema maturità si anneriscono come le more, volgarmente dette mele Orcole'
La storia millenaria che lega la melannurca al territorio le ha permesso di acquisire la denominazione di Indicazione Geografica Protetta (I.G.P.) ‘Melannurca Campana’ riconosciuta, ai sensi del Reg. CE n. 2081/92, con Regolamento (CE) n. 417/2006 (pubblicato sulla GUCE n. L 72 dell’11 marzo 2006).
L’iscrizione al registro nazionale delle denominazioni e delle indicazioni geografiche protette è avvenuta con provvedimento ministeriale del 30.03.06, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 82 del 7.04.04, unitamente al disciplinare di produzione e alla scheda riepilogativa (già pubblicata sulla GUCE unitamente al predetto Reg. 417/06).
Le caratteristiche che fanno delle mele, una melannurca
Il frutto si presenta di forma appiattita-rotondeggiante o tronco conico breve, simmetrica o leggermente asimmetrica. Con dimensioni che si attestano intorno ai 60 mm di diametro con un peso di 100 gr, è un frutto più piccolo rispetto alla maggior parte delle mele in commercio, la buccia si presenta liscia, cerosa e con rugginosità in particolare nella zona peduncolare.
La polpa è bianca, aromatica, compatta e croccante. Secondo il disciplinare di produzione per la Melannurca campana IGP, i valori di durezza, valutata attraverso penetrometro con puntale da 11 mm, devono essere intorno agli 8,5 Kg/cm3 alla raccolta e 5 kg/cm3 a fine conservazione [1]. Tra le caratteristiche che spiccano nelle mele riconosciute come melannurca Campana Igp c’è l’acidità titolabile che risulta alla raccolta pari a 9 meq/100 ml accompagnati da un grado brix pari a 13° Bx, mentre a fine conservazione il valore è pari a 5,4 meq/100 ml con un grado Bx 13,7, anche questi definiti come valori minimi del disciplinare di produzione [1].
Un processo di maturazione delle mele unico nel suo genere
La melannurca Campana Igp, a differenza degli altri tipi di mele che dopo la raccolta vengono avviate direttamente al consumo, necessita di un passaggio intermedio denominato ‘arrossamento‘.
La raccolta delle mele inizia mediamente intorno alla metà di settembre quando la cascola si fa più intensa.
I frutti cadono perché ormai maturi, ma anche perché avendo un peduncolo corto e di attacco debole, nella fase di ultimo accrescimento esercitano contro il rametto produttivo una forte pressione che li porta al distacco.
Le mele raccolte devono acquistare un colore uniforme e continuare un processo di maturazione già avviato sulla pianta.
Le mele vengono fatte arrossire in apposite strutture chiamate melai. Il terreno dei melai è sabbioso o comunque leggero per facilitare il drenaggio delle acque e viene strutturato in porche, ovvero piccole porzioni di terreno dell’appezzamento sviluppate longitudinalmente con larghezze di 1-1,20 m e dotati di canali laterali di drenaggio).
La sistemazione in porche permette il drenaggio delle acque e dà la possibilità agli operatori di rigirare la mela in modo da garantire un colore uniforme su tutto il frutto.
La mela è posta su materiale vegetale come paglia o trucioli e qui rimane per un tempo che varia dai 10 ai 15 giorni.
Aspetti nutrizionali e caratterizzazione chimica della melannurca Campana Igp
Il Dipartimento di Farmacia dell’Università degli Studi di Salerno ha provveduto alla valutazione chimico-fisica di alcuni parametri di frutti di Melannurca Campana Igp, confrontandoli con quelli di una mela commerciale (cv ‘Golden’) e a diversi stati di maturazione sul melaio.
Nello specifico la valutazione dei composti nutrizionali per la Melannurca Campana Igp è stata effettua al momento della raccolta (T0) e al dodicesimo, trentesimo, sessantesimo e novantesimo giorno di maturazione [2].
Tra i composti maggiormente presenti si ritrovano componenti volatili appartenenti al gruppo degli esteri metilici ed etilici, acidi grassi e composti sesqui- e monoterpenici contribuiscono all’odore gradevole dei frutti di melannurca.
Il naturale metabolismo dei componenti volatili, e la loro biotrasformazione nel tempo, conferiscono al prodotto ulteriori qualità sensoriali che non sono presenti nel frutto controllo [3].
Confrontando il contenuto in vitamina C di estratti idroetanolici di melannurca e Golden, è emerso che la melannurca Campana Igp possiede un contenuto di vitamina C che è mediamente più alto rispetto a quello di una varietà tradizionale.
I polifenoli sono considerati elementi indispensabili nella dieta in quanto diversi studi né dimostrano la capacità di prevenire patologie causate da specie reattive di ossigeno (ROS) o da radicali liberi.
I frutti di melannurca Campana Igp analizzati presentano un alto contenuto percentuale in polifenoli totali a cui è logicamente correlata una potente attività antiossidante [4].
Il fatto che questo frutto presenti un contenuto in composti bioattivi come i polifenoli, maggiore rispetto a mele tradizionali, sottolinea il potere salutistico a cui il consumo di melannurca Campana Igp può essere associato [5] [6]. Nello specifico, la maggiore presenza percentuale di sostanze bioattive si registra nei frutti che hanno raggiunto un determinato grado di maturazione, in genere fra il 30° ed il 60° giorno dalla raccolta [7] [8].
Conclusioni
La melannurca campana Igp si designa da sempre come una varietà pregiata di mela. Il peculiare processo di maturazione le conferisce proprietà uniche sia dal punto di vista sensoriale, che dal punto di vista nutrizionale. Per questo non stupisce che questo frutto sia conosciuto da sempre come “la regina delle mele”.
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- Prot. n. 0001303 del 05/01/2021 STUDIO DI FRUTTI DI MELA ANNURCA CAMPANA I.G.P
- Vuoso, Daniela C., et al. “Biological activity of MelAnnurca flesh apple biophenols.” Current Nutrition & Food Science 16.8 (2020): 1149-1162.
- Isolation, Characterization, and Antioxidant Activity of E- and Z-p-Coumaryl Fatty Acid Esters from cv. Annurca Apple Fruits Giuseppe Cefarelli, Brigida D’Abrosca, Antonio Fiorentino,* Angelina Izzo, and Pietro Monaco
- Free-Radical-Scavenging and Antioxidant Activities of Secondary Metabolites from Reddened Cv. Annurca Apple Fruits Giuseppe Cefarelli, Brigida D’Abrosca, Antonio Fiorentino, Angelina Izzo, Claudio Mastellone, Severina Pacifico, and Vincenzo Piscopo
- Radical-scavenging activities of new hydroxylated ursane triterpenes from cv. Annurca apples D’Abrosca B, Fiorentino A, Monaco P, Pacifico S.
- Annurcoic acid: A new antioxidant ursane triterpene from fruits of cv. Annurca apple Brigida D’Abrosca, Antonio Fiorentino, Pietro Monacoa, Palma Oriano and Severina Pacifico
- Proteomic analysis of the major soluble components in Annurca apple flesh Guarino C, Arena S, De Simone L, D’Ambrosio C, Santoro S, Rocco M, Scaloni A, Marra M. – Department of Biological and Environmental Sciences, University of Sannio, Benevento, Italy
Annurca Apple Polyphenols Have Potent Demethylating Activity and Can Reactivate Silenced Tumor Suppressor Genes in Colorectal Cancer Cells1,2 Lucia Fini, Michael Selgrad, Vincenzo Fogliano, Giulia Graziani, Marco Romano, Erin Hotchkiss, Yahya A. Daoud, Edward B. De Vol7, C. Richard Boland,* and Luigi Ricciardiello
Gennaro Esposito
Gennaro Esposito ha una laurea magistrale in scienze e tecnologie agrarie e in scienze ambientali e forestali. Appassionato di agricoltura e sistemi di gestione della qualità, da oltre quindici anni lavora come responsabile qualità e sicurezza alimentare nel settore ortofrutticolo.