• Home
  • Blog
    • Ricerca e Sviluppo
    • Qualità
    • Produzione
    • Sostenibilità
    • Normativa
    • Logistica
    • Marketing
  • Magazine
  • Newsletter
  • Podcast
No Result
View All Result
Food Hub Media
  • Home
  • Blog
    • Ricerca e Sviluppo
    • Qualità
    • Produzione
    • Sostenibilità
    • Normativa
    • Logistica
    • Marketing
  • Magazine
  • Newsletter
  • Podcast
No Result
View All Result
Food Hub Media
No Result
View All Result

Come influisce il cambiamento climatico sulla salute delle nostre colture?

Le piogge anomale e il cambiamento climatico stanno danneggiando l'agricoltura italiana, aumentando la virulenza dei patogeni e la proliferazione degli insetti. Colture più deboli richiedono l'uso intensivo di pesticidi, aumentando i costi e i rischi ambientali. Investimenti in ricerca genetica e tecnologie agricole sono essenziali per sviluppare colture resistenti e garantire una produzione alimentare sostenibile.

2 Maggio 2025
in Blog, Sostenibilità
Reading Time: 13 mins read
A A
Condividi su LinkedInCondividi su FacebookCondividi su Whatsapp

Indice

Introduzione

Le continue piogge che hanno interessato principalmente il Nord Italia negli ultimi mesi segnano un‘anomalia nel regime pluviometrico più unica che rara. Nel mese di maggio le piogge sono state fino a quattro o cinque volte superiori rispetto alla media trentennale [1, 2]. Oltre a smottamenti e ad allagamenti, queste condizioni meteorologiche estreme stanno mettendo a dura prova il nostro sistema agricolo, con coltivazioni esposte a frequenze e quantità d‘acqua eccezionalmente abbondanti. 

Ma cosa succede quando le nostre colture sono frequentemente bagnate? Cosa succede con il cambiamento climatico? Le variabili in gioco non si limitano solo alle piogge abbondanti; anche temperature in aumento e CO2 in atmosfera stanno alterando profondamente i modelli meteorologici e destabilizzando gli equilibri naturali [3,4].

Come si ammala una pianta?

Già nel 1960 Russel introdusse uno dei concetti fondamentali della patologia vegetale, che descrive come le malattie delle piante siano infatti, il risultato dell’interazione tra un patogeno virulento (come funghi, batteri e virus), una pianta ospite suscettibile, e un ambiente favorevole [5]. Questo viene tutt’oggi definito come il triangolo della malattia (Figura 1), che in ambito agricolo è influenzato da pratiche agronomiche, trattamenti fitosanitari, e antagonisti microbiologici [6]. Nel momento in cui, il cambiamento climatico rischiasse di modificare l’ambiente di questa delicata interazione, la virulenza e la coevoluzione di questi patogeni con le nostre colture risulterebbero di difficile previsione [7,8].

Triangolo della malattia
Fig. 1 – Triangolo della malattia

Ad oggi, la perdita di raccolto causata da patogeni vegetali e parassiti è stimata a 220 miliardi di dollari ogni anno, e il dato sarà destinato ad aumentare a fronte di una crisi climatica in evoluzione [9]. Basti pensare che, sebbene la richiesta alimentare sarà in continua ascesa, si prevede che nei prossimi cinquant’anni eventuali aumenti di resa, grazie all’implementazione di nuove tecnologie, saranno compensati dalle perdite di produzione causate da malattie sempre più aggressive ed emergenti [10]. Come l’essere umano, anche questi agenti biologici si stanno adattando al cambiamento, non solo migrando e proliferando in nuovi habitat, ma diventando più aggressivi negli areali d’origine. Autunni ed inverni sempre più miti estenderanno il periodo che gli agenti patogeni hanno a disposizione per riprodursi e diffondersi [11], aumentando così il loro potenziale evolutivo [12], grazie a cicli più veloci e, in molti casi, alla loro capacità di essere rapidamente dispersi con il vento. 

Dal 2015 al 2023, il servizio ProMED-mail, uno tra i programmi più riconosciuti al mondo per il monitoraggio e la segnalazione delle malattie emergenti, ha registrato circa 150 prime segnalazioni di nuovi arrivi di malattie vegetali, principalmente virus (37%), batteri (32%) e funghi (25%) [13].

Cambiamento climatico: piante sempre più deboli

L’influenza dei fattori ambientali sulle interazioni pianta-patogeno si estende ben oltre l’instaurazione di condizioni favorevoli per il parassita. Gli esiti dell’infezione dipendono anche da quanto risulta vulnerabile la nostra coltura, ovvero quanto risulta forte il suo sistema immunitario. Le piante reagiscono ai cambiamenti ambientali regolando diverse vie metaboliche, l’assorbimento di diversi elementi nutritivi, ma anche la loro morfologia. Qualsiasi cambiamento, volto ad un adattamento, anche seppur minimo, potrebbe avvantaggiare l’infezione del patogeno [14].

Ma la risposta di adattamento e immunitaria di una pianta non dipende solamente dalle sue singole capacità di sopravvivenza. Come noi esseri umani dipendiamo da milioni e milioni di altri microorganismi benefici, anche le piante sono esseri in stretta simbiosi con diverse comunità microbiche presenti principalmente nel suolo. Si prevede che stress termici e idrici, avranno importanti conseguenze sull’attività di queste utili comunità [15, 16]. Le nostre colture perderanno quindi, un aiuto importante per il mantenimento della loro salute e del loro benessere.

Cambiamento climatico: insetti in evoluzione

Come per le malattie, anche gli insetti sono influenzati dal cambiamento climatico. Essendo animali “a sangue freddo”, la loro temperatura corporea dipende dall’ambiente, che ne influenza comportamento, distribuzione, sviluppo e riproduzione. Inverni meno rigidi ed estati sempre più calde permettono agli insetti dannosi di sopravvivere più facilmente, portando a una maggiore popolazione svernante, come nel caso di afidi, ditteri e coleotteri, e accelerare poi il loro ciclo riproduttivo [17, 18].

Tuttavia, non tutte le specie riusciranno a adattarsi all’aumento delle temperature. Alcuni insetti prospereranno, mentre altri faranno fatica a riprodursi e ad alimentarsi. Si potrà verificare quindi la riduzione della popolazione nell’areale d’origine, o il suo spostamento verso latitudini più alte, dove l’insetto, se in presenza della pianta ospite, riuscirà così a perpetuare la specie. Un dato interessante è stato riportato già nel 2013 da Bebber et al., che dimostrò come su scala globale, i parassiti si spostano verso i poli con una media di 5 km/anno [20]. Tuttavia, il dato potrebbe essere ancora più preoccupante ora, a undici anni di distanza, con un clima che varia imprevedibilmente di anno in anno.

Drosophila suzukii
Fig. 2 – Drosophila suzukii. Drosophila suzukii è un insetto invasivo, originario dell’Asia e segnalato per la prima volta in Italia nel 2008. Comunemente conosciuto come “moscerino dei piccoli frutti”, questo dittero è estremamente nocivo. A differenza di altri drosofilidi, la femmina di D. suzukii ovidepone nei frutti sani in maturazione. I danni sono causati dalle larve che si sviluppano all’interno, portando il frutto a marcescenza. Il ciclo è rapido ed è in grado di compiere numerose generazioni l’anno, in funzione dall’andamento climatico. Con miti temperature ed elevata umidità può completare il ciclo in 1-2 settimane. Inverni sempre più miti permettono una maggior popolazione svernante, che riparte in maniera più aggressiva in primavera [19].
Peronospora
Fig. 3 – Peronospora. La peronospora della vite, causata dal fungo Plasmopara viticola, è una delle malattie più significative per la viticoltura. Questo patogeno colpisce principalmente foglie, germogli e grappoli, provocandone il disseccamento. Durante l'inverno, la peronospora sopravvive principalmente sotto forma di oospore presenti sulle foglie cadute a terra sotto le viti. In primavera, con temperature attorno ai 10°C, le oospore producono numerose zoospore che, tramite schizzi d’acqua e vento, raggiungono gli organi della pianta causando le infezioni primarie. Un'elevata umidità, piogge persistenti e temperature superiori ai 13-14°C rappresentano condizioni ideali per lo sviluppo del patogeno. I trattamenti devono essere effettuati in base alle condizioni climatiche, che giocano un ruolo cruciale nello sviluppo della malattia [23].

Effetti del cambiamento climatico sulle colture e possibili soluzioni

A causa della repentina evoluzione di malattie ed insetti sulle nostre colture, l’utilizzo di insetticidi e fungicidi potrebbe essere esacerbato. Cicli anticipati in primavera, prolungati in autunno, e popolazioni sempre più aggressive, potrebbero comportare infatti l’allungamento della finestra di trattamento, e un aumento delle molecole di sintesi presenti nella catena alimentare e nell’ambiente. Un maggior numero di trattamenti o dosi più elevate, aumenterebbe non solo i costi per gli agricoltori, ma anche la probabilità di sviluppo di resistenza dei patogeni, e quindi l’eventuale inefficacia degli stessi nel tempo [21]. Anche le alte temperature, e le forti piogge potrebbero influenzare l’efficacia dei prodotti, che rischiano di essere degradati molto più velocemente, persistendo meno in pianta [14].

Tacchiolatura
Fig. 4 – Ticchiolatura del melo. La ticchiolatura del melo, provocata dal fungo Venturia inaequalis, costituisce una delle malattie più rilevanti per questa coltura. I danni si manifestano principalmente su foglie e frutti. Il fungo sopravvive durante l'inverno tramite piccole fruttificazioni globose (pseudoteci) che si trovano sulle foglie cadute a terra in autunno; in primavera, una volta maturati, gli pseudoteci rilasciano ascospore che, diffuse dalle piogge, causano le prime infezioni. Queste infezioni si verificano solo dopo piogge seguite da una prolungata umidità. Il periodo dell'anno più propizio per lo sviluppo della malattia è la primavera, nei mesi di aprile e maggio, soprattutto quando la stagione è umida, piovosa e con temperature miti. I trattamenti devono essere effettuati in base all'andamento climatico, che svolge un ruolo cruciale nello sviluppo della malattia [22].

Negli ultimi anni si è assistito allo sviluppo e commercializzazione di diversi metodi di controllo più sostenibili e alternativi alle molecole di sintesi, come prodotti di origine vegetale e agenti di biocontrollo. Ma come per l’utilizzo e l’efficacia dei prodotti chimici di sintesi, il cambiamento climatico inficerà anche sulle potenziali alternative, che studiate e testate negli ultimi decenni, potrebbero riscontrare difficoltà importanti di applicazione in campo. In particolare, gli agenti di biocontrollo, essendo organismi viventi, potrebbero essere fortemente influenzati dall’ambiente circostante, fattore chiave per la loro sopravvivenza e quindi efficacia [24].

Fig. 5 – Oidio fragola. L'oidio della fragola, causata dal fungo Podosphaera aphanis è una delle malattie più rilevanti di questa coltura. La malattia colpisce foglie, fiori e frutti, che si ricoprono di un micelio bianco e polverulento. Le condizioni ambientali ottimali per la crescita di questo fungo sono temperature tra i 15 e i 25 °C ed elevatA umidità [24]. Prevedere lo sviluppo di questo fungo risulta ancora difficile, a causa delle ampie condizioni climatiche favorevoli per la malattia.

Conclusioni

Il cambiamento climatico sta accelerando l’evoluzione di malattie e insetti, mettendo a rischio il benessere delle nostre colture. Affrontare questa emergenza richiede investimenti significativi in ricerca genetica e tecnologie agricole avanzate che potenzino la resistenza delle nostre colture. È quindi, imperativo acquisire una conoscenza più approfondita riguardo gli impatti del cambiamento climatico sull’epidemiologia dei patogeni, e la loro interazione con le nostre colture e comunità microbiche associate, al fine di sviluppare ecosistemi agricoli più resilienti. Solo così potremo garantire una produzione alimentare sostenibile e sicura per le generazioni future, preservando al contempo la biodiversità agricola e gli ecosistemi naturali.

—

Speriamo che tu abbia trovato la lettura di questo articolo sulla salute delle piante e il cambiamento climatico interessante. Per altri contenuti simili, consulta la sezione SOSTENIBILITA’ del nostro sito web. E se vuoi restare sempre al passo con le ultime novità in fatto di Agrifood, iscriviti alla nostra Newsletter!

Bibliografia
  1. Lab24, 2024. https://lab24.ilsole24ore.com/osservatorio-siccita-italia/
  2. Meteo 3B, 2024. https://www.3bmeteo.com/giornale-meteo/meteo—maggio-2024-eccezionalmente-piovoso-per-l-italia–ecco-i-dati-sorprendenti-di-un-anomalia-record-722060
  3. Shaw, M. W., and Osborne, T. M. (2011). Geographic distribution of plant pathogens in response to climate change. Plant Pathology, 60(1), 31-43.
  4. Chakraborty, S., and S. Datta. (2003). How will plant pathogens adapt to host plant resistance at elevated CO2 under a changing climate? New Phytology, 159:733–742.
  5. Agrios GN. Plant Pathology (2005) 5th ed, Elsevier-Academic Press.
  6. Elad, Y., and Pertot, I. (2014). Climate change impacts on plant pathogens and plant diseases. Journal of Crop Improvement, 28(1), 99-139.
  7. Burdon, J. J., P. H. Thrall, A. L. Ericson. (2006). The current and future dynamics of disease in plant communities. Annu. Rev. Phytopathology. 44:19–39.
  8. Chakraborty, S. (2005). Potential impact of climate change on plant-pathogen interactions. Australasian Plant Pathology, 34:443–448.
  9. Chakraborty, S. and Newton, A. C. (2011). Climate change, plant diseases and food security: an overview. Plant. Pathology 60, 2–14.
  10. Chaloner, T. M., Gurr, S. J. Bebber, D. P. (2021). Plant pathogen infection risk tracks global crop yields under climate change. Nature Climate Change 11, 710–715.
  11. Legler, S. E., T. Caffi, V. Rossi (2012). A nonlinear model for temperature dependent development of Erysiphe necator chasmothecia on grapevine leaves. Plant Pathology, 61:96–105.
  12. Davis, M. B., R. G. Shaw, J. R. Etterson. (2005). Evolutionary responses to changing climate. Ecology, 86:1704–1714.
  13. Promed-mail, 2023 https://promedmail.org/
  14. Coakley, S. M., H. Scherm, Chakraborty S. (1999). Climate change and plant disease management. Annual Review of Phytopathology, 37:399–426.
  15. Kannadan, S, and J. A. Rudgers. 2008. Endophyte symbiosis benefits a rare grass under low water availability. Functional Ecology, 22:706–713.
  16. Rodriguez, R. J., J. Henson, E. van Volkenburgh, M. Hoy, L. Wright, F. Beckwith, Y. O. Kim, and R. S. Redman. (2008). Stress tolerance in plants via habitat-adapted symbiosis. ISME Journal, 2:404–416.
  17. Chandrakumara, K., Sau, A. K., Tanwar, A. K., Hadimani, B. N. (2024). Variations in the biological and ecological attributes of insects due to climate change: A review. Indian Journal of Entomology, 81: 319-328
  18. Bale, J. S., Hayward, S. A. L. (2010). Insect overwintering in a changing climate. Journal of Experimental Biology, 213(6), 980-994.
  19. Sario, S., Melo-Ferreira, J., Santos, C. (2023). Winter is (not) coming: is Climate Change Helping Drosophila suzukii overwintering?. Biology, 12(7), 907.
  20. Bebber, D. P., Ramotowski, M. A. T., Gurr, S. J. (2013). Crop pests and pathogens move polewards in a warming world. Nature Climate Change, 3(11), 985–988.
  21. Juroszek, P., and A. von Tiedemann (2011). Potential strategies and future requirements for plant disease management under a changing climate. Plant Pathology. 60:100–112.
  22. MacHardy, W. E., Gadoury, D. M., & Gessler, C. (2001). Parasitic and biological fitness of Venturia inaequalis: relationship to disease management strategies. Plant disease, 85(10), 1036-1051.
  23. Gessler, C., Rumbou, A., Gobbin, D., Loskill, B., Pertot, I., Raynal, M., Jermini, M. (2003). A change in our conception of the life cycle of Plasmopara viticola: oosporic infections versus asexual reproduction in epidemics. IOBC WPRS BULLETIN, 26(8), 13-16.
  24. Amsalem, L., Freeman, S., Rav-David, D., Nitzani, Y., Sztejnberg, A., Pertot, I., Elad, Y. (2006). Effect of climatic factors on powdery mildew caused by Sphaerotheca macularis sp. fragariae on strawberry. European journal of plant pathology, 114, 283-292
  25. Thurman, J. H., Crowder, D. W., Northfield, T. D. (2017). Biological control agents in the Anthropocene: current risks and future options. Current opinion in insect science, 23, 59-64.
Immagine di Anna Aldrighetti

Anna Aldrighetti

Anna Aldrighetti è al secondo anno di dottorato in Scienze Agroalimentari e Ambientali presso l'Università di Trento, in collaborazione con la società Cooperativa Sant'Orsola. Specialista nella difesa delle piante si sta dedicando allo studio e alla ricerca di metodi sostenibili per la gestione delle malattie dei piccoli frutti.

Tags: agenti patogenicambiamento climaticocoltureinfestantiinsetti
Previous Post

Caffè e cacao in bioreattori, fungo gourmet, settore maidicolo in ginocchio

Next Post

Cambiamenti climatici e colture: un danno da miliardi di dollari

Food Hub Media

Food Hub Srl SB
P. IVA 04598540401
Via Martiri della Libertà, 14C
47521 Cesena (FC)​

Risorse utili

  • Privacy Policy
  • Cookie Policy

Seguici

Welcome Back!

Login to your account below

Forgotten Password?

Retrieve your password

Please enter your username or email address to reset your password.

Log In

Add New Playlist

No Result
View All Result
  • Home
  • Blog
    • Ricerca e Sviluppo
    • Qualità
    • Produzione
    • Sostenibilità
    • Normativa
    • Logistica
    • Marketing
  • Magazine
  • Newsletter
  • Podcast

Food Hub Srl SB
P. IVA 04598540401
Via Martiri della Libertà, 14C
47521 Cesena (FC)​

-
00:00
00:00

Queue

Update Required Flash plugin
-
00:00
00:00