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L’approccio One Health in risposta all’antimicrobico-resistenza (AMR)

L’approccio One Health costituisce oggi un elemento imprescindibile per affrontare quella che è ormai riconosciuta, a livello internazionale come una delle più gravi minacce per la salute e lo sviluppo globale, ovvero il fenomeno dell’antimicrobico-resistenza (AMR). L’AMR avviene nei microrganismi come forma di adattamento all’ambiente dovuto alla loro capacità di mutare, acquisire e resistere a molecole che sono in grado di eliminarli o arrestarne la crescita.

24 Novembre 2023
in Blog, Normativa
Reading Time: 10 mins read
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Indice

Meccanismi di azione dell’antibiotico resistenza

Il problema dell’antimicrobico-resistenza (AMR) è rappresentato dalla resistenza acquisita che si instaura nel momento in cui batteri precedentemente sensibili a un particolare antibiotico sviluppano insensibilità nei suoi confronti, in seguito a mutazioni cromosomiche (resistenza cromosomica) o ad acquisizione di materiale genetico derivante da popolazioni batteriche correlate o meno a quella ricevente (resistenza trasferibile).

La diffusione di mutazioni cromosomiche avviene attraverso trasmissione verticale e indipendentemente dalla presenza dell’antibiotico; generalmente queste mutazioni vengono corrette da meccanismi cellulari e per tale motivo sono rare (Fig. 1). Il fenomeno della resistenza trasferibile è invece più significativo e prevede la dislocazione di geni batterici in grado di conferire resistenza; tale trasferimento genico è mediato da plasmidi, integroni e trasposoni e può avvenire tra DNA cromosomiale ed extra-cromosomiale nell’ambito di batteri della stessa specie e non (trasmissione orizzontale), grazie ai processi di trasformazione, coniugazione e trasduzione [1]. Questi permettono ai batteri riceventi di acquisire la capacità di attuare uno o più meccanismi di resistenza al fine di difendersi dall’attività antibiotica [2] (Fig. 2).

Meccanismi di resistenza antimicrobica (AMR)
Fig. 1 – Meccanismi di resistenza antimicrobica. [Fonte: Microbiologia Italia]

La problematica dell’AMR nell’uomo e negli animali

Numerosi fattori, come la mancanza di controllo appropriato della trasmissione delle infezioni in ambito assistenziale, l’incremento dei viaggi internazionali, la contaminazione ambientale, le campagne vaccinali insufficienti e la ridotta disponibilità di tecniche diagnostiche rapide ed efficienti, ma soprattutto l’enorme pressione selettiva esercitata da un uso eccessivo e spesso improprio degli antibiotici in ambito umano e veterinario, hanno fatto sì che nel tempo  il fenomeno dell’AMR assumesse i caratteri di un’emergenza sanitaria, una “pandemia silente” capace di dare vita a veri e propri “superbatteri” multi- o pan-resistenti, che provocano infezioni molto gravi per le quali le opzioni terapeutiche si riducono drasticamente, fino al punto di azzerarsi [9].

Oggi questo fenomeno impone al mondo un pesantissimo tributo in termini sanitari ed economici. È stato stimato che in Europa, nel 2015, si siano verificate 671.689 infezioni e 33.110 decessi da batteri resistenti agli antibiotici [3]. Ma l’impatto dell’AMR include anche ricoveri prolungati, ritardi nella somministrazione di terapie o nell’effettuazione di interventi, un aumento delle infezioni post-chirurgiche e/o post-chemioterapia a causa della inefficacia dei protocolli di profilassi comunemente impiegati [4]. Ancora, nel settore veterinario, l’AMR oltre a comportare un aumento del potenziale rischio sanitario per i professionisti e proprietari degli animali, può essere responsabile della riduzione sia dell’efficienza degli allevamenti che delle produzioni.

Fig. 2 – Bersagli degli antibiotici.

Strategie e sorveglianza dell’AMR

L’antibiotico-resistenza, negli ultimi decenni ha assunto una rilevanza mondiale tale da indurre l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e l’Unione Europea (UE) ad adottare strategie e azioni coordinate atte a contenere il fenomeno [5].

Il Piano Nazionale di Contrasto all’Antibiotico-Resistenza (PNCAR) 2022-2025 fa seguito al precedente PNCAR 2017-2020, prorogato per tutto il 2021 e nasce con l’obiettivo di fornire al Paese le linee strategiche e le indicazioni operative per affrontare l’emergenza dell’antibiotico-resistenza nei prossimi anni, seguendo un approccio multidisciplinare e una visione One Health, promuovendo un costante confronto in ambito internazionale e facendo al contempo tesoro dei successi e delle criticità del precedente Piano nazionale.

La strategia nazionale si basa su una governance inclusiva e integrata e si articola in quattro aree orizzontali di supporto a tutte le tematiche:

  • formazione;
  • informazione, comunicazione e trasparenza;
  • ricerca, innovazione e bioetica
  • cooperazione nazionale e internazionale.

Suddetta strategia si basa su tre pilastri verticali dedicati ai principali interventi di prevenzione e controllo dell’antibiotico-resistenza nel settore umano, animale e ambientale:

  • sorveglianza e monitoraggio integrato dell’antibiotico-resistenza (ABR), dell’utilizzo di antibiotici, delle infezioni correlate all’assistenza (ICA) e monitoraggio ambientale;
  • prevenzione delle ICA in ambito ospedaliero e comunitario e delle malattie infettive e zoonosi;
  • uso appropriato degli antibiotici sia in ambito umano che veterinario e corretta gestione e smaltimento degli antibiotici e dei materiali contaminati.
  1.  

Gli obiettivi strategici

Per ridurre l’incidenza e l’impatto delle infezioni da batteri resistenti agli antibiotici sono stati definiti i seguenti obiettivi strategici:

  • rafforzare l’approccio One Health, anche attraverso lo sviluppo di una sorveglianza nazionale coordinata dell’AMR e dell’uso di antibiotici, e prevenire la diffusione della resistenza agli antibiotici nell’ambiente;
  • rafforzare la prevenzione e la sorveglianza delle infezioni correlate all’assistenza (ICA) in ambito ospedaliero e territoriale;
  • promuovere l’uso appropriato degli antibiotici e ridurre la frequenza delle infezioni causate da batteri resistenti in ambito umano e animale;
  • promuovere l’innovazione e la ricerca nell’ambito della prevenzione, diagnosi e terapia delle infezioni resistenti agli antibiotici;
  • rafforzare la cooperazione nazionale e la partecipazione dell’Italia alle iniziative internazionali nel contrasto all’ABR;
  • migliorare la consapevolezza della popolazione e promuovere la formazione degli operatori sanitari e ambientali sul contrasto all’ABR.

L’importanza della collaborazione tra gli stakehoder

Un tassello importante nella lotta all’antimicrobico-resistenza è il miglioramento della collaborazione tra stakeholders che includano rappresentanti dei diversi settori coinvolti nella problematica: medicina umana e veterinaria, agricoltura e ambiente. È necessario che la collaborazione non sia limitata al solo livello nazionale e regionale, ma sia estesa anche oltre i nostri confini geografici, visto il ruolo crescente che la globalizzazione e l’incremento dei viaggi intercontinentali ricoprono nel favorire la rapida disseminazione di microrganismi multi resistenti, nonché la diffusione nell’ambiente di geni di resistenza che travalicano i confini nazionali/regionali attraverso, ad esempio, il trasporto passivo delle merci (Fig. 3).

Un approccio globale alla resistenza antimicrobica, attuato attraverso il rafforzamento della cooperazione con le diverse organizzazioni multilaterali e la partecipazione ai forum internazionali rappresenta l’elemento chiave per lo sviluppo di una politica strategica internazionale, con la definizione comune di standard/norme/ linee guida/metodologie.

È fondamentale, inoltre, sostenere, promuovere e rafforzare multiple iniziative che, anche attraverso la stipula di accordi di ricerca e/o collaborazioni interdisciplinari, abbiano come obiettivo l’implementazione di interventi di prevenzione e controllo delle infezioni e per ridurre l’utilizzo inappropriato di antimicrobici nei diversi compartimenti (umano, animale e ambientale) [6]. L’obiettivo finale è la creazione di una rete di ricerca internazionale che, focalizzata sulle malattie infettive, possa essere attivata rapidamente per facilitare l’esecuzione di studi sull’antimicrobico-resistenza con un campione sufficiente e un design appropriato per produrre le evidenze necessarie per informare i piani strategici nazionali ed europei [7].

Fig. 3 – Consumo totale di antibiotici negli esseri umani secondo la classificazione "Access, Watch, Reserve", 2020. [Fonte: Antimicrobial Resistence in the EU/EEA - A One Health response.]

Il contributo delle istituzioni nazionali e internazionali

La Commissione Europea (CE), l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), la Innovative Medicine Initiatives (IMI) e la Joint Programming Initiatives for Antimicrobial Resistance (JPI AMR) negli ultimi anni hanno investito numerosi fondi con l’obiettivo specifico di creare network di ricerca internazionali e multidisciplinari per migliorare la sorveglianza dell’AMR, definirne i costi e l’impatto sulla Sanità pubblica e ridurre l’impatto delle infezioni resistenti agli antibiotici a livello globale con un approccio One Health [8].

Tra i principali progetti promossi dall’OMS si annoverano: ARCH (Bridging the gap between humAn and animal suRveillance data, antibiotic poliCy, and stewardsHip); GAP-One (Global Antimicrobial resistance Platform for ONE Burden Estimates); ECRAID (European Clinical Research Alliance on Infectious Diseases); AACTING (Network on quantification of veterinary Antimicrobial usage herd level and Analysis, CommunicaTion and benchmarkING to improve responsible usage); EFFORT (Ecology from Farm to Fork Of microbial drug Resistance and Transmission); GLASS (Global Antimicrobial Resistance and Use Surveillance System).

L’Italia, uno dei Paesi capofila nell’ambito del G7 e G20, continua ad adoperarsi per una costante attenzione politica ad alto livello contro l’AMR. È, inoltre, impegnata nella corretta attuazione del Piano di Azione Globale (Global Action Plan, GAP) dell’OMS e dell’Agenda Globale per la Sicurezza Sanitaria (Global Health Security Agenda, GHSA) e sostiene l’introduzione e l’adozione di misure volte a incoraggiare l’uso prudente degli antibiotici in tutto il mondo ed aumentare la prevenzione delle infezioni, così come la ricerca e lo sviluppo sul tema.

Conclusioni

È fondamentale che non solo gli operatori sanitari e le istituzioni, ma anche i cittadini prendano piena coscienza della portata di questo fenomeno, affinché si possa costituire un’alleanza in grado di contrastarlo efficacemente.

—

Speriamo che tu abbia trovato la lettura di questo articolo sull’Approccio One Health interessante. Per altri contenuti simili, consulta la sezione Normativa del nostro sito web. E se vuoi restare sempre al passo con le ultime novità in fatto di Agrifood, iscriviti alla nostra Newsletter!

Bibliografia

[1] Cambiotti V., Romagnoli P., Sorice A., Sechi P., Cenci-Goga B. I meccanismi con cui i batteri resistono agli antimicrobici. Argomenti. 2014; 71-80.

[2] Carlone N. Microbiologia Farmaceutica. EDISES. 2015

[3] Cassini A, Högberg LD, Plachouras D, et al. Attributable deaths and disability-adjusted life-years caused by infections with antibioticresistant bacteria in the EU and the European Economic Area in 2015: a population-level modelling analysis. Lancet Infect Dis. 2019;19(1):56-66.

[4] Organization for Economic Co-operation and Development (OECD) (2017), Tackling Wasteful Spending on Health, OECD Publishing, Paris.

[5] https://www.epicentro.iss.it/antibiotico-resistenza/pncar-2022

[6]Harbarth S, Sax H, Gastmeier P. The preventable proportion of nosocomial infections: an overview of published reports. J Hosp Infect 2003; 54: 258–266

[7]Umscheid CA, Mitchell MD, Doshi JA, Agarwal R, Williams K, Brennan PJ. Estimating the proportion of healthcare-associated infections that are reasonably preventable and the related mortality and costs. Infect Control Hosp Epidemiol. 2011 Feb;32(2):101-14.

[8] https://www.efsa.europa.eu/en/topics/topic/antimicrobial-resistance.

[9] Antimicrobial Resistence in the EU/EEA – A One Health response

Immagine di Maria Doto

Maria Doto

Laureata in Scienze e Tecnologie Alimentari presso l’Università degli Studi di Foggia.
Buona conoscenza sulle tematiche di sicurezza alimentare trasferibili al consumatore tramite il consumo di questi prodotti e sulle contaminazioni di natura chimica in grado di nuocere al consumatore.

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Tags: antimicrobico resistenzaone healthsicurezza alimentare
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